L'AQUILA E GHE-PENSI-MI

STAMPA | CHIUDI | ARTICOLO INSERITO DA: Ettore Frangipane

inserito il 07/07/2010

Dal 1°agosto 2008 al 30 giugno 2010
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Cari Amici,
       oggi migliaia di terremotati dell’Aquila hanno protestato in corteo per Roma contro l’inefficienza del governo che s’è dimenticato di loro. Si sono diretti verso palazzo Chigi (sede ufficiale di Ghe-Pensi-Mi), palazzo Grazioli (una delle sue tante proprietà), verso il Senato ed altri luoghi deputati alla protesta. Sono stati trattati piuttosto maluccio: bloccati ed anche manganellati.
Questo triste accadimento mi ricorda le promesse mancate del nostro Eroe. Era lo scorso anno, quello del terremoto, Ghe-Pensi-Mi piombò all’Aquila e dintorni annunciando che ci avrebbe pensato lui. Spandendo in giro sorrisi a 64 denti (si era in periodo pre-elettorale, poffarbacco!), inaugurò (lui) il villaggio donato e costruito dalla provincia di Trento, inaugurò (lui) il villaggio donato e costruito dalla provincia di Bolzano, giurò che entro il 31 dicembre tutti gli aquilani sarebbero potuti tornare nelle loro case, e se ne andò felice a raccogliere la consueta e prevedibile valanga di voti.
Si vide ben presto che le cose non andavano come Ghe-Pensi-Mi aveva promesso che sarebbero andate. L’Aquila è ancora macerie, gli aquilani sono costretti ancora a vivere in alberghi o alloggi di fortuna, giornalisti della RAI, inviati sul posto da Minzolini e congrega per raccogliere inni di ringraziamento diretti a Ghe-Pensi-Mi,  sono stati insultati e se ne sono tornati a Roma insultando (o quasi) a loro volta chi ce li aveva mandati (la Busi si è dimessa dal telegiornale delle 20, quello più ascoltato).
Ghe-Pensi-Mi ha fatto un’ennesima figuraccia, ma lui finge di non accorgersene. Ed ha ragione. Perché fino che ci saranno degli sprovveduti che lo voteranno, abbeverandosi alle sue balle, resisterà sempre là, al suo posto, anche se sempre più traballante.
Un abbraccio a tutti
Ettore Frangipane







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